
Non smaltire i rifiuti sanitari come “pericolosi a rischio infettivo” se non strettamente necessario, ma effettua una corretta separazione e ricicla, scegliendo la modalità di smaltimento appropriato e con minore impronta di carbonio.
L’impatto ambientale dello smaltimento dei rifiuti del sistema sanitario è stimato intorno al 5% delle emissioni totali del settore. L’OMS stima che solo il 15% dei rifiuti sanitari sia da considerarsi pericoloso; il restante 85% è assimilabile ai rifiuti urbani. La scelta del metodo di smaltimento da parte dell’operatore ha importanti conseguenze climatiche: l’incenerimento è la modalità a maggiore impatto ambientale, mentre il riciclo presenta l’impatto minore, risultando fino a 50 volte meno inquinante. In Italia, la gestione dei rifiuti sanitari è disciplinata dal D.P.R. 254/2003 e promuove una separazione rigorosa dei rifiuti non contaminati da quelli infetti e la promozione della raccolta differenziata in sala operatoria.
Principali fonti bibliografiche
1. Karliner J, Slotterback S, Boyd R et al. Health care’s climate footprint: how the health sector contributes to the global climate crisis and opportunities for action [Internet]. Washington (DC): Health Care Without Harm; 2019 (ultimo accesso: aprile 2026). https://noharm-global.org/documents/health-care-climate-footprint-report
2. World Health Organization. Health-care waste [Internet]. Geneva: WHO; 2018 (ultimo accesso: aprile 2026). https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/health-care-waste
3. Italia. Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254. Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 211 (11 settembre 2003); (ultimo accesso: aprile 2026) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/09/11/003G0282/sg
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