Non seguire protocolli di mobilizzazione e di cura delle lesioni da pressione (LDP) secondo protocolli “standard” nel paziente morente.

Dato l’orizzonte temporale limitato, la mobilizzazione e la medicazione delle LDP eseguite di routine nel paziente morente non portano alcun beneficio allo stesso, possono invece creare disagio e provocare dolore inutile. Nella fase di fine vita è necessario ridefinire gli obiettivi assistenziali che devono essere mirati al confort e al controllo dei sintomi disturbanti. In particolare è fondamentale valutare il rischio di LDP e utilizzare presidi antidecubito senza mobilizzare il paziente di routine ma solo in base alle sue reali esigenze e richieste, garantendo il massimo confort.
In presenza di LDP, considerando che il controllo continuo della carica batterica e o lo sbrigliamento di un tessuto necrotico perdono di significato, diventa prioritario usare medicazioni a-traumatiche, che possono rimanere in sede più giorni e con caratteristiche tali da controllare il cattivo odore.

Principali fonti bibliografiche

1. S. Grubich S, C. Franceschini , S.Ambrosi. La rimodulazione degli interventi infermieristici alla fine dela vita. In M.Costantini, C.Borreani ,S.Grubich. Migliorare la qualità delle cure di fine vita. Trento: Erickson, 2008. p 49-70.

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