Nella valutazione clinica del paziente che abbia presentato una transitoria perdita di coscienza non omettere la misurazione della pressione in clino- e ortostatismo (posizione orizzontale ed eretta) al fine di escludere una condizione di persistente ipotensione ortostatica.

L’ipotensione ortostatica è intesa come una riduzione della pressione sistolica maggiore di 20 mm Hg o della diastolica maggiore di 10 mm Hg rispetto al clinostatismo (posizione orizzontale) dopo 3 minuti di ortostatismo (posizione eretta) . Questa condizione non è sempre mal tollerata dal paziente -ovvero non necessariamente comporta intolleranza ortostatica- e quindi va attentamente valutata nel contesto clinico.Se una documentata ipotensione ortostatica è correlabile con l’episodio di transitoria perdita di coscienza, ciò richiede l’esclusione di cause cardiache, neurologiche e iatrogene (diuretici, bloccanti alfa adrenergici, calcio-antagonisti, nitrati, antidepressivi triciclici, levo-dopa, antipsicotici); l’individuazione della condizione ne consente il trattamento e, se possibile, la prevenzione.

Principali fonti bibliografiche

1. NICE National Institute for Health and Clinical Excellence. Transient loss of consciousness (‘Blackouts’) Management in adults and young people. London: Royal College of Physicians (UK); 2010:11, 18, 20, 24.
2. The Task Force for the Diagnosis and Management of Syncope of the European Society of Cardiology. Guidelines for the diagnosis and management of syncope (version 2009). Eur Heart J. 2009; 30(21):2647.

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