
Non proseguire cronicamente la terapia con Inibitori di Pompa Protonica (IPP) oltre le indicazioni previste da scheda tecnica (es. 4-8 settimane per il trattamento del reflusso gastroesofageo) ma ridurre la dose (ad esempio, passando da due volte al giorno a una volta al giorno) o interrompere l’IPP e usarlo su richiesta.
È importante che gli IPP vengano utilizzati per il più breve tempo possibile, dato che in letteratura è emerso che se utilizzati a lungo termine (più di 4-8 settimane) aumentano il rischio di: deficit di assorbimento di nutrienti essenziali come il calcio e la vitamina B12, fratture ossee, infezioni gastrointestinali come Clostridioides difficile, potenziale danno epatico e renale, dipendenza farmacologica.
Le evidenze scientifiche suggeriscono che:
- non vi sia un aumento del rischio di ricomparsa dei sintomi rispetto al proseguimento con la dose più elevata;
- nei pazienti che interrompono l’IPP solo 1 su 10 potrebbe avere un ritorno dei sintomi.
Si tratta quindi di una raccomandazione “forte” dall’analisi di revisioni sistematiche che utilizzano il metodo GRADE.
Principali fonti bibliografiche
1. Yu EW, Bauer SR, Bain PA et al. Proton pump inhibitors and risk of fractures: a meta-analysis of 11 international studies. Am J Med. 2011;124:519-26. doi: 10.1016/j.amjmed.2011.01.007.
2. Kwok CS, Arthur AK, Anibueze CI et al. Risk of Clostridium difficile infection with acid suppressing drugs and antibiotics: meta-analysis. Am J Gastroenterol. 2012;107:1011-1019. doi: 10.1038/ajg.2012.108.
3. Lazarus B, Chen Y, Wilson FP et al. Proton Pump Inhibitor Use and the Risk of Chronic Kidney Disease. JAMA Intern Med. 2016;176:238-46. doi: 10.1001/jamainternmed.2015.7193.
4. Sheen E, Triadafilopoulos G. Adverse effects of long-term proton pump inhibitor therapy. Dig Dis Sci. 2011 ;56:931-50. doi: 10.1007/s10620-010-1560-3.
5. Danny Jenkins & Ines Modolell. Proton pump inhibitors. BMJ 2023;383:e070752. doi: 10.1136/bmj-2022-070752.
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PDFTutte le informazioni sopra riportate non sostituiscono la valutazione e il giudizio del professionista. Per ogni quesito relativo alle pratiche sopra individuate, con riferimento alla propria specifica situazione clinica, è necessario rivolgersi al professionista.