Non proseguire cronicamente la terapia con Inibitori di Pompa Protonica (IPP) oltre le indicazioni previste da scheda tecnica (es. 4-8 settimane per il trattamento del reflusso gastroesofageo) ma ridurre la dose (ad esempio, passando da due volte al giorno a una volta al giorno) o interrompere l’IPP e usarlo su richiesta.
È importante che gli IPP vengano utilizzati per il più breve tempo possibile, dato che in letteratura è emerso che se utilizzati a lungo termine (più di 4-8 settimane) aumentano il rischio di: deficit di assorbimento di nutrienti essenziali come il calcio e la vitamina B12, fratture ossee, infezioni gastrointestinali come Clostridioides difficile, potenziale danno epatico e renale, dipendenza farmacologica.
Le evidenze scientifiche suggeriscono che:
– non vi sia un aumento del rischio di ricomparsa dei sintomi rispetto al proseguimento con la dose più elevata
– nei pazienti che interrompono l’IPP solo 1 su 10 potrebbe avere un ritorno dei sintomi.
Si tratta quindi di una raccomandazione “forte” dall’analisi di revisioni sistematiche che utilizzano il metodo GRADE.
Principali fonti bibliografiche
1. Cancer Drug Fund decision summary. Indirizzo web: https://www.england.nhs.uk/ourwork/pe/cdf/cdf-drug-sum/#may15. Ultimo accesso: 27 ottobre 2015.
2. Goldstein DA, Chen Q, Ayer T, et al: First- and second-line bevacizumab in addition to chemotherapy for metastatic colorectal cancer: A United States–based cost-effectiveness analysis. J Clin Oncol 2015; 33: 1112-1118.
3. Hawkes N. Five cancer drugs back on NHS list after deals with drug companies. BMJ. 2015 Nov 5;351:h5985. 4. Messori A, De Rosa M, Fadda V, Pani L. Effectiveness and cost effectiveness of bevacizumab in metastatic colorectal cancer. J Clin Oncol. 2015 Nov 10; 33(32): 3838-9.
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